Il Falco e l’altalena – La storia di una madre per un figlio scomparso

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21 Risposte

  1. Pino Vitaliano ha detto:

    IL FALCO E L'ALTALENA, di Caterina Migliazza Catalano. (p.v.)
    Un racconto lungo una vita, un viaggio nella memoria, innanzitutto, che Caterina compie forse per trovare quella traccia che ha segnato inesorabilmente il suo destino di donna e di madre. Pagine che ci raccontano di una ragazza cresciuta in un paese dell'istmo calabrese pieno di contraddizioni storiche, ma ricco di una umanità genuina, a tratti innocente. Sin da bambina, la protagonista deve lottare per autodeterminarsi come essere umano, per conquistare la sua visibilità nella storia. Il suo sogno è liberarsi di quel tempo e di quello spazio che la opprimono e la soffocano. Il suo carattere forte e determinato la spinge a lottare contro tutti: la famiglia, i retaggi, l'ambiente retrivo, la superstizione. Una lotta che diventa man mano ribellione, e che la condurrà poi verso la sua libertà. Una storia di sofferenza e di emancipazione, narrata con dovizia di particolari, in un alternarsi di situazioni che creano suspence. "Il falco e l'altalena" è la bellissima metafora del sogno della protagonista, l'immagine che molto probabilmente le indicherà la via misteriosa della sua liberazione. Un racconto scritto con puntualità diaristica, che entusiasma il lettore coinvolgendolo con ripetuti colpi di scena e trasportandolo nelle attese che i fatti narrati si realizzino. Poi, il dramma, la scomparsa di Fabrizio, il figlio dell'autrice. Una vicenda che ha dell'incredibile, ammantata di silenzi, perforata da continue domande senza risposte, lacerata dall'attesa snervante e dalla speranza del ritorno del figlio, che sembra essere svanito nel nulla. Una storia come tantissime altre, purtroppo, che ha coinvolto centinaia di famiglie italiane accomunate dalla stessa tragedia. Ancora la lotta disperata, tenace, eroica di Caterina, instancabile madre che non smette di cercare il figlio. Come una Novella Antigone, spera di ritrovare quel brandello della sua anima sperduto chissà dove. Spera di ritrovarlo per dar pace al figlio e a se stessa. Caterina racconta le difficoltà delle ricerche, i ritardi delle istituzioni, le sordità della politica, ma anche la solidarietà di una umanità che non vuole rassegnarsi e che spera fortemente che il sogno si possa finalmente avverare. Una ricerca febbrile, una maratona di emozioni e di sentimenti che si intrecciano e che appassionano il lettore. Anzi, il lettore, empaticamente coinvolto, diventa parte attiva del racconto, compagno di viaggio dell'autrice. La speranza, come nel mito di Pandora, appare sempre al tramonto, quando tutto sembra oramai drammaticamente compiuto, e riaccende lo spirito di Caterina di rinnovata energia. Caterina ha trasformato il suo dolore in pagine di bella letteratura, ricamate col filo d'oro dell'attesa. L'assenza e la mancanza, immagini di struggente poetica, commuovono l'anima del lettore. Un libro da leggere non solo per il suo messaggio di denuncia, ma anche per la sua forza straordinariamente evocativa di una sublime nostalgia.

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