Il Falco e l’altalena – La storia di una madre per un figlio scomparso

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21 Risposte

  1. Isabella vulcano ha detto:

    Libro intenso, toccante, bello… Solo un genitore è in grado di capire cosa si prova dinanzi alla scomparsa di un figlio! Cari Caterina ed Ezio, seguo da anni la storia di Fabrizio e spero di cuore che possa tornare da voi! Un caro abbraccio.

  2. FABIO MACCARI ha detto:

    RECENSIONE DEL ROMANZO “IL FALCO E L’ALTALENA” DI CATERINA MIGLIAZZA CATALANO: dal Verismo a nuovi orizzonti del Decadentismo Italiano.
    Il romanzo “Il falco e l’altalena” di Caterina Migliazza Catalano si svolge su un doppio binario di contenuti che non ammettono alcuna digressione poetica contraria alle esigenze della ragione ma che invece sono lucidamente congiunti dalle inquietudini e tribolazioni di due donne, Nina e Caterina che in diversi contesti socio-culturali mettono in luce con la narrazione degli accadimenti la forte personalità dell’autrice, Caterina, che vuole manifestare lo sconforto ma anche l’amore per la vita in seguito alla scomparsa del giovane figlio Fabrizio, vestendo di una particolare energia vitale il suo profondo sentimento materno ed amore per la famiglia, atti a farne una protagonista di un dramma che pone al lettore diversi quesiti esistenziali.
    Prima di tutto il karma dell’uomo, cioè l’insieme degli accadimenti positivi e negativi che ne forgiano il carattere.
    Poi il rapporto tra uomo ed il suo contesto sociale, che può ferire il cuore o concorrere a sanarlo con la solidarietà e l’amore disinteressato.
    Infine la fede, che in Caterina ed in Nina è posta di fronte al crogiolo della sofferenza ma non è mai domata dalla negazione o da una qualsivoglia ribellione alla volontà celeste a causa degli eventi tragici la cui spiegazione sfugge alla ragione umana, accettando la croce come via per continuare a dare amore al prossimo pur con un cuore straziato.
    L’impianto del romanzo è indubbiamente storico per poi superarlo su un canovaccio del tutto nuovo ed originale mediante una scenografia poetica geniale, impostata in modo egregio sul racconto della vita di due persone diverse, Nina, una ragazza del Sud Italia degli anni ’70, e Caterina, l’autrice, che nel Luglio del 2005 perde il figlio Fabrizio senza conoscere la sua sorte.
    Il romanzo pulsa i dettami del cuore nella descrizione dei sentimenti delle due protagoniste senza trasgredire quelli della ragione e non facendosi contaminare dai voli Pindarici di un certo Decadentismo attuale, che ha svuotato il romanzo del suo potere catartico, giungendo a soluzioni che rasentano la follia.
    La metafora del titolo il falco e l’altalena sintetizza le corde su cui è suonato il percorso psicologico del romanzo. Il falco è il destino che incita il grido di Caterina che implora verità a difesa della libertà e si erge quale osservatore attento ed implacabile su storie impregnate di pianto per mettere a nudo la fragilità umana. L’altalena è la passerella dei puri di cuore come Caterina, lacerati dal dolore della scomparsa di un caro congiunto, sede di un immaginario di esseri umani che si uniscono in un nuovo cordone di affetti che sono consolati dalla solidarietà umana vissuta fanciullescamente nella cadenza di un gioco per i cuori nuovamente investiti dell’amore.
    Il sacrificio di Caterina e di Fabrizio getta un seme di amore per la vita nel cuore del lettore, facendolo riflettere.
    FABIO MACCARI
    11 – 5- 20

  3. Liliana Leone ha detto:

    Ho letto tutto d'un fiato "Il falco e l'altalena", così come era stato per il libro precedente. Caterina è una mamma che attende il ritorno del figlio Fabrizio, scomparso da anni, e con lei lo attende la sua famiglia. La sua non è un'attesa "vuota", è un'attesa che si riempie di riflessioni, incontri, scambi, progetti, iniziative… per farci mantenere lo sguardo fisso su una realtà che accomuna lei e la sua famiglia a tante altre madri e a tante altre famiglie…troppe. Questo libro, frutto di questa attesa, è un dono prezioso per noi lettori: prezioso perché Caterina, pur sotto nomi differenti, ci regala la storia della sua vita, aprendo il suo cuore nel racconto di gioie e dolori. Lo fa con una narrazione coinvolgente che fa pienamente entrare nei fatti e percepire, quasi vivere, i suoi sentimenti. È un grande messaggio d'amore e di speranza e la testimonianza che le difficoltà e le sofferenze patite nell'infanzia., possono essere rielaborate e divenire amore e forza, quelli che ora spingono Caterina a non fermarsi, per continuare a dare significato alla sua attesa che , le auguro di tutto cuore, possa terminare presto.
    Grazie, Caterina, per averlo scritto.

  4. Daniela ha detto:

    Caterina, cara Caterina,
    devo dirtelo, raccontartelo!
    Il tuo libro "Il falco e l'altalena" ci fa compiere almeno due viaggi. E il viaggio è, dalle origini della letteratura, almeno quella nata tanti secoli fa intorno al Mediterraneo, un "topos" ricorrente, che ci accompagna da sempre, e continuerà ad accompagnarci, come SCELTA o come BISOGNO di partire; e, a breve, tornerà ancor più forte, forse più il bisogno che la scelta; ma tanto sono sempre intrecciati come la trama e l'ordito in un ricamo.
    Tu parli di entrambi, o meglio, entrambe le motivazioni sono presenti nei due viaggi che racconti.

    Nel tuo romanzo, il primo viaggio è quello "della speranza", che molti di noi hanno dovuto affrontare e devono affrontare ancora oggi, quello dal Sud al Nord. Alla RICERCA di un sogno, una vita migliore. Così, Elisabetta, Bettina, Nina (la stessa fanciulla, con lo stesso nome, che si trasforma) lasciano Girifalco, il Sud, la fatica, gli stenti e inseguono il sogno di una vita migliore a Torino. Il bisogno qui si mescola alla scelta.
    E Betty (questo il suo nome in città) realizza il SOGNO, ed è felice!

    Poi qualcosa si rompe, il vaso di finissimo cristallo, il sogno appunto, si spacca, va in frantumi.
    Allora, Betty deve intraprendere un nuovo viaggio, per BISOGNO, una necessità che poi diventa SCELTA: Betty deve cercare SUO FIGLIO, improvvisamente e inspiegabilmente scomparso. E cerca, cerca, non si arrende, viaggia in lungo e in largo, mossa dalla SPERANZA.
    Questo secondo viaggio la porta in un SOGNO, vero, vivido, in cui lo rincontra, lo ritrova: è il viaggio nell'Aldilà, il viaggio nel viaggio, un metaviaggio di conoscenza e consapevolezza. Altro "topos" presente, necessario in quasi tutti i racconti di viaggio, sin dalle nostre origini.
    In questo doppio percorso di RICERCA, quello reale e quello onirico, Betty incontra Persone, Storie… e la PAROLA, il racconto, e ne fa il CENTRO della sua vita. La letteratura, la parola che racconta diventano BISOGNO E SCELTA e… SPERANZA.

    Oggi, proprio della FORZA che nasce dalla SPERANZA abbiamo infinitamente BISOGNO, per questo val la pena ripercorrere i passi del viaggio di Elisabetta, Bettina, Nina, Betty nel tuo libro "Il falco e l'altalena".
    Grazie, Daniela

  5. Lina Velardi ha detto:

    Il libro "il Falco e l'altalena" si legge davvero tutto d'un fiato, anche se ho voluto soffermarmi più attentamente su molte frasi, attraverso le quali Caterina ha descritto perfettamente il suo stato d'animo, i luoghi e le situazioni. Ho già letto il primo libro di Caterina, altrettanto emozionante, che mi ha fatto conoscere un mondo che se non si vive, anche solo attraverso il racconto, non si può immaginare.
    Il libro trasmette delle emozioni molto forti, l'amore di Caterina verso i figli e il marito dà la forza a questa grande Mamma di non mollare, di lottare per mantenere vivo il ricordo del suo caro Fabrizio, ma anche degli altri scomparsi.
    Caterina è una mamma che non si arrende e scrive la sua storia attraverso la "favola" di Nina, dedicata ai suoi figli e in particolare a Fabrizio. Molto toccanti le pagine che descrivono, in modo così delicato, il sogno di Caterina, il ritorno del suo caro Fabrizio.

  6. Francesca ha detto:

    È un'empatia sottile quella che scaturisce dalle pagine del libro "Il falco e l 'altalena" scritto da mamma Caterina per il figlio Fabrizio. È un dondolio lieve, delicato, permeato di sentimenti: la condivisione, il bisogno di ricordare, di fermare su carta frammenti di vita felice, sofferente. Sentimenti autentici che nascono dal cuore e toccano il cuore di chi legge.

  7. Maria Teresa Vivino ha detto:

    Avevo letto, tanti anni fa ‘Storia di un’attesa senza resa’ e devo dire che ho versato parecchie lacrime e ho provato delle emozioni indescrivibili. Il fatto che, però, fosse una storia nettamente autobiografica e scritta in una fase ‘iniziale’ di un processo di ricerca di Fabrizio, aveva un’intensità tale da lasciare quasi senza fiato, da far sentire in maniera velocissima tutto un vissuto enorme, complesso e doloroso ( ma anche solidale) sulla propria pelle. ‘il falco e l’altalena’ è proprio un romanzo, e a volte i romanzi riescono a raccontare più delle autobiografie o comunque di generi più diretti e informativi, perché? Perché in fondo, quando leggiamo qualcosa di difficile da digerire e accettare, vogliamo ‘illuderci’ che non sia del tutto vero. La forza straordinaria e dirompente di questo libro, arricchito dai bellissimi versi di Fabrizio ( se posso permettermi una breve considerazione mi piacerebbe leggere proprio una raccolta dedicata solo ai suoi versi che sono davvero sublimi) è proprio la sua cruda realtà edulcorata da una forma narrativa che permette al sogno di rimanere tale. Ma non è sogno vano, infatti la speranza di Betty, Nina e mamma Caterina sono gli intrecci di un passato che rimane come uno zaino sulle spalle, un presente sospeso ma non appeso e vuoto e un futuro che sa ancora di grandi avventure da vivere. Ho sottolineato tantissimi passaggi, frasi, parole che mi hanno colpita. L’isola degli scomparsi si fa concreta, come se la storia di ognuno di loro ci parlasse, ma non sono fantasmi. ‘Non lo so, uscire da sé per accogliere l’altro. Se qualcosa sto imparando dal dolore è questo’ (p.185) Un grande insegnamento perché invece il dolore a volte chiude. Una frase che mi ha colpito molto ‘Non gli manca nulla. Non gli servono nemmeno gli occhiali, perché qualcuno vede per lui.’ Già qualcuno … qualcuno che sia i nostri occhi mentre noi magari possiamo essere le sue gambe, la sua mano. La parte che mi ha fatto davvero sognare è la festa della mamma di Caterina e Alessio… quella passeggiata, quelle chiacchierate, ma anche lo spazio per ricordare tutte quelle mamme che ‘mamma’ non si sentono chiamare da tempo e non si sentiranno mai o mai più chiamare così. Un libro da leggere tutto d’un fiato e da rileggere con calma, cogliendo da ogni parola un po’ di ristoro! Complimenti all’autrice, all’editrice, a Fabrizio che ha scritto versi sublimi, agli autori partecipanti al concorso che hanno arricchito il testo con qualcosa che arriva dal loro cuore! Un pensiero va a Laura Barbieri che ho personalmente conosciuto, grande donna, grande amica! Un’ultima riflessione sul titolo… mi ha tenuta con il fiato sospeso, anche questo vuol dire davvero un libro bel riuscito! Complimenti!

  8. Claudio ha detto:

    Il Falco e L' Altalena è una bellissima storia d'amore, un viaggio che con profonda dolcezza ti prende per mano.
    Nina ti porta nel paese dei -pacci- dove il pettegolezzo poteva ucciderti, ma l'umanita' poteva salvarti.
    Girifalco, analogia del falco mentre prende forma è Altalena che nel suo dondolio raccoglie volti e ricordi, storie e attese.
    Amore che nella notte sconvolge la vita.
    – Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la giustizia, datemi la verità-.
    " Notte d'estate, i grilli cantano incessantemente come se stessero facendo una serenata".
    Betty… sul terrazzo, con un libro in mano, cerca nel profumo dell'estate vecchi ricordi.
    Sente la chiave nella toppa, potrebbe essere lui…il suo cuore batte d'illusione.
    Fabrizio nato dal suo grembo e cresciuto tra le sue braccia.
    Lontano da casa da tempo, troppo tempo!
    Lo sguardo di Betty, incapace di muoversi, è fisso sulla porta.
    Fisso su quell'uscio di un castello ormai vuoto.
    L' estate fiorisce dentro Betty.
    È lui.
    Entra in punta di piedi, più bello che mai, uguale, ma diverso, i tratti più morbidi, il viso luminoso e sereno che sprigiona beatitudine.
    Betty chiede:?
    .
    Betty continua a sorridere….

    Caro Fabrizio sono Lorenzo.
    Non sono complicato come pensano tutti, non servono test e controlli particolari per comprendermi, forse basta amarmi per capirmi.
    Caterina porge il suo cuore, lo porge a chi disperatamente chiama, condivide con ognuno di loro coraggio e speranza.
    E' quel coraggio e quella speranza, che trovi in ogni punteggiatura ed in ogni parola del suo racconto.

    Caterina e' l'amore di una madre senza confini è l' amore infinito, di un' attesa senza resa.

  9. Laura ha detto:

    Carissima Caterina
    Sono diventata una tra i tuoi lettori, ai quali ti rivolgi nella parte finale del libro, e sono stata letteralmente catturata dal tuo stile, dalla tua storia, dalle tue emozioni, che in ogni pagina riesci a trasmettere con grande sincerità e forza.
    La favola che racconti ha il sapore della freschezza e ho trovato molto efficaci le metafore del falco, sempre presente nei momenti cruciali della tua vita, e dell’altalena, che esprime con un’immagine potente la sospensione tra il dolore e la gioia, l’attesa e l’angoscia, il battito dei cuori di tutte le mamme che insieme a te dondolano tra la speranza e la sofferenza.
    All’inizio non capivo perché la favola si interrompesse per lasciar posto al tuo dialogo con Patrizia e al racconto di momenti di vita più attuali. Alla fine però ho rivalutato che questa scelta risponde ad un’esigenza di equilibrio tra la fantasia e la realtà e a mettere insieme le varie storie incredibili e terribili di tutte le persone scomparse e delle loro famiglie, che con te e, grazie a te, hanno fatto rete.
    Quanta delicatezza nel rapporto tra te e tuo marito Ezio/Marcello) e tra te e Alessio: bellissimo il racconto della vostra serata insieme in centro a Torino! Infine, aggiungo che su tutto sempre spicca la figura di Fabrizio, ragazzo amatissimo e più vivo che mai grazie alla sua meravigliosa mamma, e poi, come perle disseminate qua e là, brillano le sue poesie profonde, ma leggere al tempo stesso e piene di speranza nel futuro.
    Pensa che uno degli argomenti, che io tratto nel mio corso di scrittori del Novecento, riguarda il libro di Mario Calabresi “La mattina dopo”: come si fa a vivere il giorno dopo quello che di tragico ci è capitato in sorte?
    Tu sei la risposta: un esempio prezioso di quella capacità di reagire che proprio tu hai messo in campo da quel giorno, aprendoti agli altri, organizzando concorsi letterari, bussando a tutte le porte, con il cuore che sanguina, ma il viso aperto in un sorriso ….
    Con affetto e stima
    Laura

  10. Laura da Monza ha detto:

    Una fiaba e un'altalena, due simboli dell'infanzia. I racconti sussurrati prima di dormire e le spinte, prima lente, poi sempre più veloci su quel gioco che fa quasi toccare il cielo.
    Questo è più di un libro. E' amore, speranza, cura, attesa. Ma non solo. E' anche il romanzo che racconta una donna e la sua vita, a tratti dolorosa, ma con segni tangibili di riscatto. E così questa donna che ha vissuto tanto, cambia anche nome nel corso delle pagine. Perché Caterina è sia Nina che Betty.
    Con la delicatezza di una mamma, ma con la forza e la tenacia di una donna coraggiosa, Caterina rivela la sua sofferenza per un'assenza che si protrae da troppi anni. Un tempo infinito per tutti. Figuriamoci per una madre.
    Grazie Caterina per questo bel dono. Laura da Monza

  11. Armida ha detto:

    Sto leggendo lentamente Il Falco e l'altalena. Sto "gustando" la poetica commistione di realtà e fiaba, lo sguardo tenero, emozionato e riflessivo, dialogante, sulle persone che di volta in volta incontro. Mi sono sentita coinvolta sin dal primo momento da atmosfere, perone, carattere, ambienti, dalla sensibilità diffusa in ogni parola. Appena avrò finito scriverò qualcosa di più approfondito. Grazie Caterina! Armida da Modugno (BA)

  12. Giandomenica ha detto:

    Libro bellissimo, difficile non rimanere coinvolti a pieno nella storia, soprattutto se si e madre! L'ho letto tutto d'un fiato! Che bel libro, ricco di sentimenti, di un amore immenso da parte della madre ma anche dell'amore silenzioso del padre e di quello muto e sofferto del fratello. Spero proprio di conoscere Caterina, è un po lo specchio delle sofferenze diverse… ma infondo tutte uguali delle madri.
    Grazie! Giandomenica della Biblioteca Civica Pietro Gallinotti Solero (AL)

  13. Maria Ciffo ha detto:

    "L'attesa delle mamme inizia quando i nostri figli li portiamo in grembo e non finisce mai" cita Caterina, mamma-coraggio di Fabrizio.
    Quanta ragione in questa frase. L'attesa delle mamme è proprio infinita.
    Libro toccante e vero… Caterina, nell'attesa senza resa che la tua missione possa avere successo in tutti i campi. Questo è il mio augurio … da mamma a mamma.

  14. Elisa Dante ha detto:

    Conosco da anni la vicenda di Fabrizio e nel mio cuore sento che lui c'è, vivo, da qualche parte e che lo rivedremo. Il racconto della vita di Nina è struggente poesia, è dolore e gioia. E' vita "Infavolata" per essere raccontata. Una storia che riporta un po' di emozione nel cuore di tutti noi, pagina dopo pagina, colmandolo di voglia di abbracciare questa grande mamma e Donna che è Caterina. Un libro che tutti, mamme, figli e padri dovrebbero leggere. Una storia che racconta le difficoltà di una famiglia alle prese con uno dei misteri più assurdi, la scomparsa nel nulla di un proprio caro. Mi auguro che tra tanti, CHI dovrebbe fare qualcosa, lo faccia. Che le istituzioni possano colmare i vuoti legislativi che intralciano la già difficile strada di chi cerca un proprio caro svanito nel nulla . Diffondiamo la storia ti Fabrizio, che aspettiamo ancora, senza resa.

  15. Sara Favotto ha detto:

    Cara Caterina, innanzitutto sereno Anno a te ed ai tuoi familiari.
    Come promesso, eccomi a te con le mie impressioni sul libro che ho avuto il piacere di leggere proprio tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. Nel corso della narrazione, il lungo racconto è stato definito come "un volo", come il dolore di Betty che si è fatto "volo". È, a mio umile giudizio, anche un DONO che hai generosamente offerto ai tuoi cari che, attraverso una "favola vera", conosceranno toccanti brandelli della vita di una splendida donna. Noi figli, spesso, ignoriamo l'infanzia e la giovinezza dei nostri genitori e quando lo realizziamo, talvolta, è tardi.
    Dicevo, un dono …
    non solo per i tuoi cari, a dire il vero, ma per tutte le persone che nel corso di questi anni ti hanno conosciuto, apprezzato, sostenuto.
    Un dono dai toni personali ma anche di denuncia perché, oltre la fiaba, c'è la "fredda realtà" e qui la narrazione apre uno squarcio su una realtà volutamente sommersa e ignorata. La prosa dà voce ad un "infinito" esercito di mamme rimaste "orfane", addolorate combattenti. Come scrivi, hai tradotto il dolore su carta con l'intento di creare una rete, un'onda e con la tua forza, mascherata da bacchetta magica, ci sei riuscita, ci stai riuscendo e ci riuscirai.
    Con la tua parola, hai denunciato l'ignavia di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine, la reticenza di alcuni religiosi e, soprattutto, hai donato la tua vicinanza e empatia a coloro che come te soffrono e a coloro che, pur non avendo attraversato il dolore di una scomparsa inspiegabile, per sensibilità d'animo, vi sono vicini.
    Grazie, Fata Caterina.

  16. tiziana ha detto:

    Libro terminato. Tante lacrime, tanta angoscia, tanta disperazione, tanti sorrisi , tante emozioni e tanta ammirazione per te! Un abbraccio a te e alla tua bellissima famiglia

  17. Annalisa ha detto:

    Ho terminato ieri sera la lettura del tuo libro "Il falco e l'altalena- La storia di una madre per un figlio scomparso"; e ti confesso che, prima di riporlo in libreria, l'ho tenuto per parecchi minuti stretto a me…..proprio come quando non ci decidiamo a lasciare andare via una persona amata e continuiamo ad abbracciarla. Sarà che anche io sto attraversando un periodo difficilissimo della mia vita….forse il più difficile, anzi, senza forse. Anche a me è arrivata una prova della vita che mi ha travolta come un treno in corsa. E se già prima, da subito, la tua vicenda e la sparizione del tuo amato Fabrizio m mi avevano emotivamente coinvolta tantissimo, adesso ancora di più le tue emozioni e il tuo dolore, seppur per un altro motivo, mi sembrano i miei e mi entrano nella pelle. Quindi ho letto il tuo libro con le lacrime agli occhi, ma ho anche sorriso, di gioia e di dolcezza. Che incredibile viaggio nelle emozioni, cara Caterina! Grazie per aver aperto lo scrigno della tua vita per noi, in questo incredibile libro. Un abbraccio e sempre….coraggio! Annalisa

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