Morsa di gelo- I giorni della “merla” – La natura, fonte d’ispirazione e d’amore.



Il 17 gennaio 2012,  mi sembrava di soffocare, il gelo e quel freddo dell’anima rischiavano di trasbordare.  Sono uscita, ho guardato il cielo, guardando quell’universo  ho cercato risposte … dov’ è il mio Fabrizio!? dove sono: Davide, Andrea, Marcello, Federica, Vito,Michele,  Ugo….???
Soffermandomi col volto rivolto in alto, ho indugiato con lo sguardo su quegli alberi con i rami brinati  e scheletrici protesi verso il cielo. Quei rami nodosi, scarni e in letargo mi sono sembrate le mie urla mute di dolore, spente anche dalle mie suppliche inaridite e infruttuose…Fabrizio non è ancora tornato!
Dopo la “calaverna” e qualche gionata di pallido sole, dal  29 gennaio  si è abbattuta  una bufera di neve che ha imbiancato ed appesantito il paesaggio, il mio animo e la mia  vita. Ora vedo intorno a me alberi con rami appesantiti dalla neve gelata che ne sopportano a malapena il peso. Il mio animo è come quei rami, prima spogliati della linfa vitale, poi appesantiti dalle speranze deluse, dalle tante porte chiuse e soprattutto dalla  cocente  voglia di mio Figlio, di Fabrizio!
Aspetto con ansia che, nell’attesa della primavera che riveste tutto di speranza nuova, mi appaia un raggio di luce  che illumini la mia strada,   la strada che mi conduca a Fabrizio!   Intanto … leggo e rileggo le sue poesie e… lascio messaggi d’amore sulla neve
La neve e l’Orso 
La neve scivola candidamente sulle strade,
b
ufera e tormenta bianca…
un Orso…
resistere al gelo, estinguersi, vivere assiderati.
Un sentimento famelico e disidratato, 
l’amore maledetto.     Fabrizio Catalano

 

I GIORNI DELLA MERLA . Tradizione vuole che le ultime tre giornate del mese di gennaio (29, 30 e 31) vengano riconosciute come “Giorni della Merla”, ossia il periodo più freddo dell’inverno.
Secondo la leggenda una merla e i suoi piccoli (originariamente di colore bianco), per ripararsi dal freddo, trovarono dimora in un comignolo. Quando poi arrivò febbraio, uscirono fuori, tutti colorati di nero per la fuliggine. E’ per questo che ora i merli sono neri, narra la storia.

 E… se Fabrizio fosse un senzatetto? Aiutiamo   i senzatetto a trovare un riparo dal gelo,  segnaliamo  alle forze dell’ordine e alla protezione civile eventuali clochard senza riparo.

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4 Responses to Morsa di gelo- I giorni della “merla” – La natura, fonte d’ispirazione e d’amore.

  1. Sandra ha detto:

    E’ dolce primavera
    Alla selve,alle foglie dei boschi è dolce primavera;
    a primavera gonfia la terra avida di semi.
    Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
    Con piogge fertili
    E accende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
    Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
    E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
    ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.
    Virgilio ( poeta latino)
    e… tu, come un nuovo germoglio, con la tua forza dai speranza al mondo intero! vi porto sempre nel mio cuore

  2. : “Care mamme, cara mamma di Marcello, chi di noi non ha avuto i tuoi identici pensieri? Un lumicino da cui attingo luce nelle mie giornate peggiori,e spero tanto possa servire anche a te, a voi. Parlando con degli “addetti ai lavori”,ovvero degli psicologi, mi dissero: “Signora lei non può nemmeno lontanamente immaginare come l’essere umano, quindi tutti, in caso di necessità per la mera sopravvivenza siamo in grado di tirar fuori da dentro di noi risorse e capacità tali che noi stessi sino a quel momento non conoscevamo e non sapevamo di avere.” Ancora una volta grazie per essere voi delle persone così belle ed importanti per me, non sapete quanto mi aiutate a sentire meno il peso del mio dolore, sapendo che c’è Laura, Maria, Caterina, Mirella, Rossella, ed un infinità di altre mamme e di papà, come Ezio, Francesco, Livio, che sanno esattamente cosa provo, mi sento così accolta e racchiusa in un piccolo mondo, tutto nostro che gli altri, per quanto ci possono amare non comprendono. Per me conoscervi e sapere che ci siete e come possedere il filo di Arianna che rende meno buio e spaventoso il labirinto dell’attesa. Un bacio a tutte.”

  3. “Carissima Caterina…Non ho potuto trattenere le lacrime leggendo le tue parole…Mi sono chiesta anch’io…e se Vito fosse un senza tetto?e se fosse stato un ospite della Concordia?e se…tutto ciò trapassa l’anima come una lama…quello che provi è esattamente quelllo che prova anche tutta la mia famiglia…e anche se sto vivendo un momento in cui la mia fede è messa a dura prova…voglio crederci ancora…voglio credere che lassù qualcuno ci ascolti e che esaudirà le nostre preghiere…Ti siamo vicini Caterina…speriamo ancora con tutte le nostre forze,anche se la neve continuerà a cadere e ad appesantirci…il sole risplenderà più caldo che mai…dobbiamo crederci anche per i nostri scomparsi…Un abbraccio forte…”

  4. Laura ha scritto: “questa estate, in Sicilia, c’è stata un’estate terrificante, con un caldo asfissiante che non finiva mai. Ed io pensavo a Marcello sporco, sudato…lui che faceva la doccia ogni giorno, che non sopportava la sporcizia. Poi è venuto l’autunno…e poi l’inverno ed io ho pensato a lui tremante di freddo, senza cibo né affetto, sperduto ed incosciente, lontano da chi lo ama. Ma la ragione mi dice che se Davide, Andrea, Marcello, Federica, Vito, Michele, Ugo…tutti i nostri figli che si sono persi, sono ancora vivi…devono aver trovato una loro dimensione, per quanto possa essere per noi incomprensibile. Se sono morti sono morti e nulla può più farli soffrire. Ma se sono ancora in questo mondo…non hanno ancora indosso i jeans, la maglietta estiva, i sandali con cui sono spariti. Non possono essere rimasti senza cibo, senza soldi, senza coperte per coprirsi o acqua per dissetarsi. Dopo queste parole ho scritto e cancellato e scritto ancora…adesso continuate voi che leggete”